L'ASL NA/3 rientra nella zona di competenza della Centrale Operativa 118 Napoli Ovest, che è organizzata presso il presidio Ospedaliero S. Maria delle Grazie dell'ASL NA/2. A Casoria sono dislocate due ambulanze: una di soccorso base, con un infermiere ed un autista soccorritore, che staziona nella frazione di Arpino e l'altra di soccorso avanzato, con anche il medico a bordo, che è presso la sede del SAUT. Entrambe sono in regime di convenzione ed appartengono ad una associazione di volontariato che fornisce gli autisti e gli infermieri; a medicalizzare quella di tipo avanzato sono i medici del SAUT. L'ambulatorio del Primo Soccorso si avvale della presenza di infermieri professionali dipendenti dell'ASL NA/3. I medici SAUT. si alternano nella gestione del Primo Soccorso e dell'ambulanza di soccorso avanzato.
E' attrezzata con tutto ciò che è necessario per fornire l'assistenza ai pazienti secondo le linee guida dettate per il supporto vitale avanzato (ALS) e per il trattamento avanzato pre-ospedaliero del traumatizato (A-PTC). Essa ha visto, negli anni, un costante aumento del numero di interventi gestiti.

Il grafico mostra una significativa flessione del numero di interventi tra il 2003 ed il 2004 che va precisata. Nel 2003 è cambiato lo status dell'ambulanza del presidio SAUT, che da ambulanza di tipo "B medicalizzata" si è trasformata nella attuale ambulanza di "soccorso avanzato", mentre la ambulanza di tipo "A", allora gestita con medici propri dall'associazione di volontariato, è divenuta ambulanza di "soccorso base" senza medico. La politica della C.O. 118 tende infatti a conservare per i casi di reale necessità l'utilizzo della ambulanza di soccorso avanzato impegnando in prima istanza, quella di tipo base. A riprova di ciò nel 2003 l'ex ambulanza di tipo A effettuò circa 840 interventi contro i 1640 dell'ambulanza del presidio (ex tipo B medicalizzata).
La centrale operativa segue un protocollo di allertamento che codifica gli interventi delle ambulanze sul territorio in base a dei codici:
Codice di gravità/urgenza che è espresso con i colori: rosso, giallo, verde e bianco;
Codice di rientro che è espresso con i numeri dallo 0 al 4;
Codici di luogo;
Codici di patologia.

L'incidenza dei codici di allertamento per l'ambulanza del presidio di Casoria ha visto una decisa prevalenza di quelli per gravità ed urgenza maggiori (rosso e giallo), come del resto è giusto aspettarsi per un servizio di Emergenza Urgenza Territoriale.

Non sempre c'è stata corrispondenza tra i codici di allertamento e la reale situazione trovata dai sanitari. Capita spesso che l'utente, preso da comprensibile ansia o non supportato da una sufficiente formazione culturale, descriva un quadro peggiore del reale, se non addirittura giudichi una vera perdita di tempo rispondere alle domande che gli vengono poste dall'operatore della centrale nel raccoglie la sua richiesta d'aiuto.

La discrepanza tra il grado di allarme dato e la reale situazione trovata sul luogo dell'intervento è ben rappresentata dall'analisi dell'incidenza dei codici di rientro registrati.

Era congruo aspettarsi per i codici di allertamento rossi codici di rientro 3 o 4 e per i codici di allertamento gialli un codice di rientro 2. Si è avuto invece un rapporto tra le percentuali di codici rossi:codici di rientro 3 e 4 di 32:10 e tra codici gialli:codici di rientro 2 di 61:37.

C'è da dire che negli anni si è ridotta la forbice tra i codici di allarme ed i rispettivi codici di rientro attesi, sia per una maggiore esperienza acquisita dagli operatori della centrale 118 che per una migliore informazione degli utenti. Ma è auspicabile diffondere la conoscenza del sistema di emergenza 118, delle sue finalità e delle sue modalità di esercizio il più capillarmente possibile presso il grande pubblico, anche al fine di ridurre al minimo il grado di conflittualità con l'utenza che in alcune circostanze continua ad essere alto.
E' interessante vedere in quali ambienti è stato richiesto più di frequente l'intervento dell'ambulanza. Essi, raccolti per macro aree, sono codificati da lettere: S, K, P, V, Q, L e Z.

Di gran lunga maggiore è stata la frequenza di interventi richiesti presso le abitazioni private (k),

ma anche gli interventi in strada (s) sono stati numerosi, in maggioranza dovuti ai traumi provocati da incidenti automobilistici, meno frequentemente per malori improvvisi o per casi di intossicazione da droghe. Nel computo degli interventi presso i luoghi pubblici (p) una parte è attribuibile ai trasferimenti dagli stessi presidi di Primo Soccorso Territoriale o altre strutture sanitarie verso il Pronto Soccorso Ospedaliero.
Anche le patologie individuate sono state aggregate per grandi gruppi: c-0, ..., c-9.

Sono gruppi vasti in cui rientrano casi a volte molto diversi, ma comunque possono dare un idea sulla frequenza con cui si sono presentati i vari tipi di patologie.

I codici sono determinati dall'operatore della centrale operativa sulla base delle informazioni raccolte dall'utenza e, quindi, il rilevante numero di "c-9" patologie non identificate (ben 593), trova una spiegazione simile alla sovrastima dei codici di allertamento di cui prima si è parlato.
Il lavoro svolto con l'ambulanza può senza dubbio essere definito globalmente positivo e ha riscontrato, salvo rari casi limite, l'apprezzamento da parte della cittadinanza. Anche in questo caso una maggiore informazione può contribuire a ridurre ulteriormente i momenti di incomprensione che sebbene rari comunque ci sono stati. Il pubblico, infatti, dovrebbe meglio comprendere che la rapidità non è l'unico fattore a qualificare l'efficacia degli interventi sanitari sul territorio.
Significativo è stato il bilancio dei trasferimenti in Pronto Soccorso che hanno inciso solo per meno della metà dei casi noti totali.

E tra i trasporti in ospedale evitati importante è stata la quota dei trattamenti sanitari effettuati a domicilio (138).

Specialmente se si considera che anche nei casi di rifiuto del ricovero (299) non si è lesinato nel prodigarsi con trattamenti medici o col solo supporto psicologico nei confronti dei pazienti ammalati spesso cronici o terminali.

Interessante, inoltre, vedere come la percentuale dei trasferimenti in P.S. abbia inciso in modo differente al variare del codice di gravità designato dalla Centrale Operativa.
E' evidente che il numero dei trasferimenti seguiti ad un codice di allertamento ROSSO è stato percentualmente minore rispetto a quello rilevato per i codici GIALLO e VERDE.
Questo si spiega solo parzialmente con una sovrastima dell'evento (pensiamo alle riferite perdite di coscienza di natura isterica o comunque da ascriversi a patologie psichiatriche) e, sicuramente, è stato determinato anche dai casi di malati in fase terminale o di constatazione di decesso.
Nel territorio dell'ASL NA/3 risiedono circa 500.000 persone mentre è presente il solo presidio Ospedaliero San Giovanni Dio di Frattamaggiore; una situazione ben diversa da quella, per esempio, dell'ASL NA/1 che possiede un numero dei nosocomi ben maggiore e nel cui territorio sono presenti anche grandi realtà quali l'Azienta Ospedaliera di Rilievo Nazionale Cardarelli, il Pascale, lo stesso Policlinico ecc.
L'Ospedale San Giovanni Di Dio enumera annualmente circa 80.000 accessi in Pronto Soccorso, confrontandosi con le richieste di un utenza che spesso arriva a saturarne le risorse. Una risposta è stata l'istituzione dei punti di Primo Soccorso Territoriali, affidati ai medici SAUT, allo scopo limitare il ricorso alla struttura ospedaliera ai soli casi di reale necessità.
Come si è detto, il primo a partire è stato quello di Casoria nella primavera del 2001. A Casoria risiedono più di 100.000 persone e molte di esse non fanno parte del nucleo storico dei residenti nel comune e tuttora, in caso di bisogno, fanno riferimento ai nosocomi della vicina città di Napoli. Inizialmente, quindi, il Primo Soccorso non ha avuto una grande affluenza di utenti, ma poi gradualmente la cittadinanza ha cominciato a scoprirlo ed apprezzarlo.

Nello scorso 2005 si sono registrati 11560 accessi nell'arco dell'intero anno, piuttosto omogeneamente distribuiti nei dodici mesi.

La maggiore affluenza si è registrata nei mesi di maggio, giugno e luglio, ma anche nel mese di gennaio è stata rilevante. Certo non siamo ai numeri dell'ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore o di quelle di realtà ben più importanti come il Cardarelli, il San Giovanni Bosco e il Loreto Mare, ma comunque nemmeno siamo tanto lontani dalla media di molte altre strutture di Pronto Soccorso Ospedaliere. In questi anni il presidio di Casoria ha assunto, al di là delle prestazioni ambulatoriali, anche il ruolo di punto di riferimento per molti cittadini alla ricerca di semplici consigli (ad esempio sul modo di assumere una terapia), di informazioni (ad esempio su dove trovare una ambulatorio specialistico), piuttosto che per ottenere semplici controlli come quello della P.A. ecc.
Nell'arco della giornata gli accessi degli utenti si sono statisticamente addensati in particolari fasce orarie.

Il grafico mostra appunto una maggiore affluenza dalle ore 10 alle ore 12 del mattino e dalle ore 19 alle ore 21 della sera. Sono dei dati che ben si accordano con le statistiche di altre strutture di pronto soccorso. In particolare quella della sera richiama subito alla mente l'orario tipico cui il pubblico è stato abituato per la Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica).
Se aggreghiamo i dati statistici di affluenza in base ai turni di lavoro del personale (8-14, 14-20 e 20-8) vediamo come il numero maggiore di accessi si è avuto nel turno notturno.

E' un dato significativo visto che pochissime sono state le prestazioni erogate dalle ore 23 alle ore 7 del mattino successivo.
Come si può facilmente immaginare, nelle ore di maggiore affluenza molte delle prestazioni hanno avuto carattere di bassa urgenza con patologie spesso di chiara competenza del medico di base.


Anche se le patologie trattate sono state per la stragrande maggioranza di casi a carattere di bassa gravità ed urgenza (Codici Bianco e Verde), non sono mancati i casi di reale emergenza sanitaria (da codice rosso e giallo). Ci sono stati casi di arresto cardiaco che sono stati oggetto di rianimazione cardio-polmonare risolti con una altissima percentuale di successo. Meno rare sono state le sindromi coronariche acute (angine, infarti miocardici ecc.) che hanno imposto il trasferimento in Ospedale. Relativamente frequenti sono stati i casi di aritmia cardiaca spesso risolti con dimissione dei pazienti. Vasta è stata la casistica della piccola traumatologia o delle sindromi dolorose addominali piuttosto che dei dolore sciatalgico o muscolo/scheletrico. Non meno importante il supporto dato alle persone preda di disturbi acuti dell'ansia.

Il Primo Soccorso di Casoria non può certo gareggiare con altre realtà che godono di risorse umane e strutturali di gran lunga maggiori, ma certamente può avere un ruolo nel panorama dell'offerta dei servizi sanitari, se non altro per la simpatia e l'apprezzamento dimostrati dalla maggioranza degli utenti. Frasi di ringraziamento e di congratulazione espresse dalla cittadinanza sono valse da stimolo, per tutti gli operatori, a cercare di fare sempre del proprio meglio e di più. Piccole realtà, come quella del Primo Soccorso di Casoria sono inoltre avvantaggiate nel trattare il paziente nella sua globalità senza trascurarne i risvolti psicologici, rispetto a strutture ospedaliere più grandi ma spesso al limite delle capacità d'accoglienza.